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Person unterschreibt ein Dokument auf einem Schreibtisch, sinnbildlich für die neue KI-Kennzeichnungspflicht
GeneraleConsulenza IA

Obbligo di etichettatura dell’IA da agosto 2026: cosa devono sapere ora le aziende

AutoreMuhamed Alahmed
Pubblicato il
Tempo di lettura4 min.
Brevemente spiegato

A partire dal 2 agosto 2026, l’articolo 50 del regolamento UE sull’IA obbliga le aziende a etichettare in modo chiaro immagini, video, contenuti audio e chatbot generati dall’IA. Sono interessate tutte le aziende che utilizzano l’IA in modo professionale, indipendentemente dalle dimensioni. In caso di violazioni, sono previste sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato annuo mondiale.

Cosa disciplina l’obbligo di etichettatura dell’IA da agosto 2026?

Dal 2 agosto 2026 nell’UE si applicano gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 del regolamento UE sull’IA (AI Act). Essi impongono alle aziende di etichettare e rendere chiaramente riconoscibili determinati contenuti generati o manipolati dall’IA, nonché di informare gli utenti quando comunicano con un chatbot invece che con una persona. In Germania il rispetto è վերահerato dalla Bundesnetzagentur. In caso di violazioni sono previste sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato annuo mondiale, a seconda di quale importo sia più elevato. Per le piccole e medie imprese, la determinazione dell’ammenda tiene conto in modo particolare della loro situazione.

Decisivo non è quindi la dimensione dell’azienda, ma il fatto che l’IA venga utilizzata in modo professionale. Chi non sa ancora dove l’IA venga impiegata nella propria azienda dovrebbe chiarirlo prima con un controllo gratuito di readiness per l’IA prima che il tema dell’obbligo di etichettatura diventi rilevante.

Chi è interessato?

L’obbligo si applica a tutte le aziende che utilizzano sistemi di IA in modo professionale, indipendentemente dal settore o dal numero di dipendenti. Sono interessati sia i fornitori sia gli operatori di sistemi di IA. In pratica significa: non appena un’azienda utilizza l’IA per creare immagini, video, contenuti audio o testi destinati al pubblico, oppure gestisce un chatbot sul proprio sito web, scatta l’obbligo di etichettatura.

Questi contenuti devono essere etichettati

Immagini, video e file audio

Le immagini, i video e i file audio generati o manipolati dall’IA devono essere etichettati se assomigliano in modo ingannevole a persone, luoghi, oggetti o eventi reali e potrebbero apparire autentici – i cosiddetti deepfake. Esempi: una foto generata dall’IA di un edificio o di un prodotto, l’immagine realistico di una persona o un’intervista generata sinteticamente.

Non sono invece soggetti all’obbligo di etichettatura fumetti, cartoni animati, icone, illustrazioni, motivi astratti, così come modifiche minori come la correzione del colore o la nitidezza – allo stesso modo contenuti chiaramente irrealistici.

Testi

Per i testi, l’obbligo si applica solo se informano il pubblico su questioni di interesse pubblico – ad esempio notizie, informazioni politiche o contributi che formano l’opinione. I testi di marketing di norma non devono essere etichettati.

Chatbot e assistenti IA

Chi comunica con un chatbot invece che con una persona deve poterlo riconoscere già all’inizio della conversazione. Un avviso nascosto o visibile solo più tardi non è sufficiente.

Person tippt auf einem Smartphone mit einer KI-Chat-Oberfläche auf dem Bildschirm

Come deve essere fatta l’etichettatura?

Il regolamento UE sull’IA non prescrive una formulazione fissa. È importante che l’avviso sia chiaramente visibile e comprensibile. Nella pratica si sono affermate formulazioni semplici e dirette:

  • „Immagine generata dall’IA" – come indicazione visibile direttamente sull’immagine o all’interno dell’immagine.
  • „Questo testo è stato creato con il supporto di un’IA" – all’inizio o alla fine di un testo.
  • Un avviso all’inizio della conversazione che segnali che risponde un chatbot e non una persona.

Esempio pratico: come un’impresa artigiana affronta la marcatura

Un caso tipico: un’impresa artigiana fa creare per il proprio sito web immagini prima/dopo generate dall’IA per mostrare possibili risultati e gestisce inoltre un chatbot per la prenotazione degli appuntamenti. Entrambi i casi rientrano nell’obbligo di marcatura: le immagini ricevono un’indicazione visibile „visualizzazione generata dall’IA", e il chatbot si presenta in modo chiaro come assistente IA all’inizio della conversazione. L’impegno richiesto è contenuto: l’aspetto decisivo è verificare una volta in modo coerente, prima del 2 agosto 2026, tutte le applicazioni di IA utilizzate, invece di trascurarle.

Domande frequenti sull’obbligo di marcatura dell’IA

Da quando si applica l’obbligo di marcatura dell’IA?

Gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 del regolamento UE sull’IA si applicano dal 2 agosto 2026 in tutta l’UE.

Anche le piccole imprese devono marcare i contenuti IA?

Sì. Non conta la dimensione dell’impresa, ma se l’IA viene utilizzata in modo professionale. Tuttavia, nella determinazione delle sanzioni le piccole e medie imprese vengono considerate in modo particolare.

I testi di marketing generati con l’IA devono essere marcati?

Di norma no. L’obbligo di marcatura per i testi si applica solo ai contenuti che informano il pubblico su questioni di interesse pubblico, ad esempio notizie o contributi politici.

Quali sanzioni sono previste in caso di violazione?

Multe fino a 15 milioni di euro o al 3 percento del fatturato annuo mondiale, a seconda di quale importo sia più elevato. In Germania il rispetto delle norme è վերահսկato dalla Bundesnetzagentur.

Il mio chatbot deve dichiararsi come IA?

Sì. Gli utenti devono poter riconoscere fin dall’inizio della comunicazione che stanno parlando con un sistema di IA e non con una persona.

Passo successivo: verificare l’uso dell’IA in azienda

Prima che l’obbligo di marcatura diventi un rischio, conviene avere una panoramica di dove l’IA è già in uso in azienda. La nostra consulenza IA autorizzata BAFA supporta nell’introduzione e nella documentazione conforme alla legge delle applicazioni di IA. Chi è ancora all’inizio, parte al meglio con il check gratuito di readiness IA.

Portrait von Muhamed Alahmed, Gründer von bettersorted
Sull'autore

Muhamed Alahmed

Con oltre 10 anni di esperienza nell’IT, sviluppo soluzioni che non solo funzionano dal punto di vista tecnico, ma creano anche un valore aggiunto concreto e aprono nuovi spazi di manovra.

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